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Piano straordinario di reclutamento: 60,7 mln per 2mila ricercatori

ROMA, 6 marzo – Fino a 2mila ricercatori potranno essere assunti da Enti pubblici di ricerca e università mediante il finanziamento di 60,7 milioni di euro l’anno da parte del ministero dell’Università e della ricerca. È arrivata infatti dalla ministra Anna Maria Bernini la firma ai decreti attuativi del Piano straordinario di reclutamento e valorizzazione del personale della ricerca previsto dalla legge di Bilancio 2026.
In relazione alle risorse, nel 2026 il Mur prevede di destinare alle assunzioni dei ricercatori in università ed enti di ricerca un finanziamento complessivo di 18,5 milioni di euro che aumenterà a 60,7 milioni di euro annui a regime a partire dal 2027. A questi finanziamenti potranno poi sommarsi quelli che scaturiranno dal cofinanziamento fino al 50% da parte dei singoli enti e università.
L’obiettivo del Piano è soprattutto rendere strutturali e permanenti le competenze sviluppate nell’ambito dei progetti finanziati dal Pnrr. Dei 2mila ricercatori che verranno assunti con un concorso, 1.051 saranno ricercatori legati al Recovery plan. Inoltre 880 sono destinati alle università e 204 agli enti di ricerca vigilati dal Mur.
“Questo ulteriore stanziamento rappresenta un investimento nel futuro della ricerca italiana e il riconoscimento del valore straordinario del capitale umano che il Pnrr ha contribuito a formare e a integrare nel cuore del nostro sistema universitario e scientifico”, ha dichiarato Bernini.
Sempre negli enti pubblici di ricerca, il finanziamento per le assunzioni sarà di 7,2 milioni nel 2026, per attestarsi a 8,7 milioni annui dal 2027. Le risorse consentiranno di stabilizzazione di 276 fra ricercatori e tecnologi. In particolare, al Consiglio nazionale delle ricerche sono destinati 2,7 milioni di euro a regime per 97 ricercatori e tecnologi, all’Istituto nazionale di fisica nucleare 2,9 milioni per 91 assunzioni, all’Istituto nazionale di astrofisica 1,6 milioni di euro per 52 assunzioni.
Sono inoltre previste 18 assunzioni all’Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia con un finanziamento di 610 mila euro annui, sei assunzioni alla Stazione zoologica Anton Dohrn (191mila euro) e tre all’Istituto nazionale di ricerca metrologica (128mila euro). Il quadro si chiude con l’Istituto nazionale di oceanografia e geofisica sperimentale con sei assunzioni per 225mila euro e l’Area di ricerca scientifica e tecnologica di Trieste con tre assunzioni finanziate per 190mila euro.

 

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